Il 3 dicembre è un promemoria: una città che ti impedisce di muoverti ti cancella dallo spazio pubblico. Non serve “bontà”, serve democrazia urbana.
Nell’intervista di oggi su Diario DIAC sono chiaro: per l’accessibilità reale servono risorse ingenti. Non voglio alimentare illusioni: le barriere non spariscono per magia.
Tuttavia, c’è una battaglia da vincere subito con la manutenzione ordinaria. La mia linea è semplice: non possiamo più spendere soldi pubblici per “rimettere tutto com’era prima”, se il “prima” era sbagliato.
Ogni cantiere deve diventare un’opportunità. Non è un favore a chi vive la città su una carrozzina come me. È un modo per garantire una città più facile al 100% delle persone: dai genitori col passeggino, agli anziani, a tutti i cittadini.
Leggete qui l’intervista completa realizzata da Francesca Gioia (è necessario registrarsi gratuitamente al sito per leggere l’articolo).







