Ultima tappa prima del mio rientro a Udine è stata Friburgo, nella Germania sud-occidentale, definita città verde già dal 2008 e capitale ambientale della Germania per le politiche green applicate con grande coraggio da molti decenni a tutti gli ambiti della vita quotidiana e che ci insegna che spazio dare alle cose importanti.
Friburgo ha saputo coniugare caratteristiche da città storica con un carattere innovativo che la rende ormai da molti anni una delle città più attrattive d’Europa e una sorta di “caso studio” che può offrire molti spunti su buone pratiche.
Grande promotrice dell’energia solare, tra le ultime opere pubbliche realizzate in città c’è il nuovo municipio, uno dei primi al mondo a essere concepito come un edificio a energia positiva, con 800 pannelli solari sulla facciata. Attualmente produce più energia di quanta ne consumi ed è in fase di realizzazione un secondo edificio gemello.
LA MOBILITÀ SOSTENIBILE
La città è in continua crescita, ci sono circa 50mila abitanti in più dagli anni ’90 ad oggi, grazie all’altissima qualità della vita, che punta alla politica delle brevi distanze in cui i servizi sono presenti in ogni quartiere della città e sono raggiungibili percorrendo poche centinaia di metri dalla propria abitazione. Questo risultato è stato raggiunto anche sostituendo parte dello spazio per la auto a favore di servizi e di percorsi e luoghi di qualità per le persone.
Quasi un abitante su due oggi usa la bicicletta come mezzo di trasporto principale. 40 anni fa questa percentuale era solo del 15%. Nello stesso periodo, la percentuale di automobilisti è scesa dal 39% al 18%.
La maggior parte degli spostamenti avvengono a piedi, con i mezzi pubblici o con la bicicletta. Come hanno raggiunto questo risultato? L’idea stessa di “strada” viene rovesciata in molte delle vie della città, in cui l’automobile diventa l’ospite e la strada torna ad essere un luogo pubblico, aperto a tutti e pieno di vita.
In tutto il territorio urbano la bicicletta ha quasi ovunque la precedenza. Le bici possono condividere la strada con le auto, avere piste riservate, andare contromano. Il limite di velocità per le auto varia dai 30 ai 20 km orari in tutto il centro e spesso anche fuori dal centro, anche in una parte del ring. La città è attraversata da 5 linee di tram.
Tram, autobus e vie ciclabili sono mezzi molto utilizzati anche per andare a vedere le partite. All’esterno dello stadio sono presenti oltre tremila stalli per le biciclette. Vuoi andarci in auto? Paghi il posteggio.
Il fiume Dreisam è usato come direttrice di mobilità. La pista ciclabile FR1 è stata ampliata ed il traffico pedonale è stato in parte separato. In tutto il territorio urbano ha quasi ovunque la precedenza. Sono quasi 15.000 i ciclisti che utilizzano questo percorso nelle belle giornate.


PEDONALIZZAZIONI
Piazza dell’Antica Sinagoga
Un grande progetto di riqualificazione per estendere l’area pedonale oltre il centro storico ha visto la pedonalizzazione già nel 2015 della piazza dell’antica Sinagoga che oggi si può attraversare soltanto in tram, bici o a piedi, interrompendo la corsa delle auto lungo uno dei ring cittadini. In quest’area un tempo degradata è stata totalmente ristrutturata la biblioteca universitaria, che, insieme al teatro comunale, è diventato il cuore culturale della città.
Ponte blu
Nel 1980 il cavalcavia tra il quartiere Stühlinger e il centro storico è stato chiuso alle auto, il Ponte Blu è diventato uno dei punti di ritrovo più amati dai giovani all’ora del tramonto ed è sia per pedoni che ciclisti anche uno dei collegamenti più importanti tra il centro e la parte ovest della città. Su questo ponte a capriata, costruito alla fine del XIX secolo, passano in media quasi 8.000 biciclette al giorno. Un parcheggio da 1.000 posti-bici (e un servizio di noleggio) collega la stazione centrale al ponte.



I QUARTIERI GREEN
VAUBAN
Nato nel 1991 sull’area di un ex caserma dell’esercito francese su 41 ettari, Vauban è un quartiere modello di pianificazione urbana degli anni ’90, sviluppato grazie alla partecipazione dei cittadini. Le piazze e le strade, liberate dalle auto, tornano ad essere il centro sociale e culturale del quartiere dove i bambini giocano sul selciato.
Ci sono case “passive” (a bassissimo consumo energetico) dai colori vivaci con pannelli solari sul tetto, ampi marciapiedi e piste ciclabili, tantissimo verde ovunque, ma scordatevi i pratini all’inglese, qui la natura è molto più spontanea. I residenti che possiedono un’auto la parcheggiano a 300 metri da casa nel parcheggio multipiano dove, se hanno una macchina, devono acquistare un posto auto. Nel quartiere è permesso solo il carico-scarico.
All’Expo 2010 di Shanghai, Vauban è stato nominato uno dei 60 migliori quartieri al mondo in cui vivere.



RIESELFELD
Dal 1995, su una superficie di 70 ettari, è cresciuto il nuovo quartiere di Rieselfeld, su ispirazione di Vauban ma con alcune differenze. La prima è che qui i residenti possono parcheggiare l’auto sotto casa, ma le strade sono costruite in modo tale da rendere meno conveniente usare il mezzo a motore per girare il quartiere. Il quartiere è stato proposto dall’amministrazione, non nasce quindi dal basso come Vauban.
Per questo sono state incentivate alcune forme di coinvolgimento che favoriscano lo sviluppo della comunità, come ad esempio la mediateca, luogo di aggregazione in cui i cittadini hanno messo a disposizione le proprie competenze a favore del quartiere. Qui sono sorti anche la prima chiesa ecumenica (stesso edificio per due confessioni diverse) e il primo asilo con il tetto erboso.
La concezione urbanistica rimane sempre quella di avere tanto verde e tutti i servizi a breve distanza e di assicurare massima priorità ai collegamenti pedonali e ciclabili sicuri in modo da rendere il traffico molto limitato e garantire un contesto urbano più sicuro e salubre.






