L’anno scorso si è parlato molto di piazza Garibaldi, in seguito all’avvio della pedonalizzazione e alla sperimentazione dei primi arredi. Ci si è focalizzati però spesso soltanto sul numero di posti auto tolti o su una parte degli arredi tattici, quelli colorati e posizionati in un angolo della piazza.
La sostanza del progetto rischia così di essersi un po’ persa tra le polemiche. A che punto siamo quindi con i lavori?
Lo studio Land, fondato dal famoso architetto paesaggista tedesco, Andreas Kipar, con molta esperienza nell’ambito dell’architettura del paesaggio, si è aggiudicato la progettazione definitiva della pedonalizzazione della piazza. Ieri, insieme allo staff del Servizio Viabilità, ho avuto il piacere di incontrare alcuni referenti di Land Italia a palazzo D’Aronco.
Mi fa piacere che questa progettazione sia stata aggiudicata a uno studio di questo tipo, perché l’idea per piazza Garibaldi, fin da quando l’abbiamo immaginata con Spazio Udine e poi inserita nel programma elettorale, è sempre stata quella di non togliere semplicemente le auto da una piazza, bensì di riqualificare una piazza nel suo complesso ridandole una funzione nuova, contemporanea, in ogni suo aspetto.
In questa prima fase sperimentale molti sono rimasti sorpresi, se non addirittura scioccati, dai diversi tipi di nuovi arredi urbani che abbiamo posizionato in Piazza Garibaldi, ma anche in altri luoghi della città, ad esempio in via Roma. Molti si sono chiesti, ad esempio, perché non usare le tradizionali panchine che da decenni siamo abituati a vedere un po’ ovunque.
Questo semplice esempio mi è utile per sottolineare che l’idea finale non è solo quella di mettere alcune panchine al posto delle auto, ma di offrire alla città uno spazio nuovo e contemporaneo, in linea a quello di molte altre città europee, dove lo spazio pubblico urbano ha assunto ormai già da diversi anni un nuovo valore ed è diventato la sede di nuove opportunità, spesso inaspettate.
Uno spazio di relax ma anche uno spazio creativo. Uno spazio pubblico da inventare, che possa essere trascinante per i giovani, per i commercianti, per la scuola che si affaccia sulla piazza, per gli abitanti in generale. Uno spazio pubblico accattivante e inclusivo che rafforzi la connessione tra le persone e i luoghi. Già in questi primi mesi su questo spazio pedonale ancora provvisorio sono state organizzate iniziative dal basso intelligenti e stimolanti. A questo servono le sperimentazioni. Ora facciamo un ulteriore passo avanti con la progettazione definitiva affidata a una società di grande esperienza.
La nostra Piazza Garibaldi, come altri luoghi pubblici importanti della città, può vincere la sfida del rinnovamento che non è più rimandabile, anche attraverso la creazione di un nuovo spazio pubblico da reimmaginare e reinventare ponendo al centro la comunità.



