Oltre alle due nuove linee di bus 81 e 82, c’è stata un’altra novità per il trasporto pubblico: il bus n. 1 torna a passare da via Aquileia, in entrambe le direzioni.
Ci tengo però a chiarire un’incomprensione circa il percorso ciclabile, che fa parte del circuito Fvg1 Alpe Adria. La ciclabile di via Aquileia NON è a doppio senso. Non lo è da molto tempo. È stata a doppio senso solo nel periodo iniziale, quando è stata introdotta in chiave sperimentale pur senza le caratteristiche necessarie di una vera e propria pista ciclabile.
Salvo eccezioni, le piste ciclabili, per poter essere a doppio senso, devono avere una larghezza precisa e un cordolo fisico che le separa dalla strada, come ad esempio quella che stiamo costruendo in via Chiusaforte. Anche l’ultimo breve tratto di via Aquileia, a ridosso della porta, è a doppio senso perché è separato dalla strada. In caso contrario, in assenza di cordolo su tutto il percorso, la ciclabile non può essere bidirezionale ma può essere solo una corsia ciclabile monodirezionale. Lo è adesso e lo era anche prima della reintroduzione del bus.
Visto che la segnaletica orizzontale era ormai sbiadita e in passato era stata realizzata solo nella corsia ciclabile, creando evidenti equivoci, ho fatto dipingere nuovamente le segnaletiche orizzontali delle bici sulla corsia ciclabile e dipingere per la prima volta anche quelle sulla corsia che va dal centro alla stazione, segnalando anche l’attraversamento ciclabile prima di porta Aquileia.
Alcuni si chiederanno: perché non costruire allora il cordolo anche in via Aquileia? Perché in tal modo il bus non potrebbe più transitare e sarebbe anche impossibile realizzare eventi come Friuli DOC o altro lungo la strada.
Via Aquileia invece è una via centrale della città dove bici e bus devono trovare spazio, mentre è l’auto privata che va regimentata, ad esempio con il limite di 30 km all’ora e altre soluzioni tecniche per limitare la velocità e garantire maggiore sicurezza a tutti gli utenti della strada.
È un percorso che stiamo facendo in modo graduale per dare il tempo ai cittadini di abituarsi ai cambiamenti.






